Fubine, cenni storici (1/2) A cura del Dott. Stefano Ticineto

Fubine, paese del Basso Monferrato in provincia di Alessandria a 17 Km dal capoluogo, è situato sulle ultime propaggini delle colline monferrine, che si affacciano sulla pianura del Tanaro; la sua popolazione attuale è di circa 1700 abitanti e aveva raggiunto il massimo (quasi 4000 abitanti), all'inizio del Novecento. Di probabile origine tardo-romana (IV secolo dopo Cristo?) è sorto sull'altura (lungo il cui crinale si trova ancor oggi il centro storico del paese), situata di fianco ad una strada romana non lastricata (forse esistente); che passava nel fondovalle e superava le colline presso l'attuale Altavilla (nella frazione Molignano si sono trovali resti romani), per poi scendere nella vallata del Po e raggiungere Vardagate, importante centro abitato romano (oggi scomparso) situato nelle vicinanze dell'odierna Casale.

La prima citazione storica su Fubine è del 26 gennaio 1041. In tale data, l'imperatore Enrico III confermò il possesso della metà di Fubine (“medietatem Fiblinis”), col castello e le chiese (“cum castro et capellìs”) al Vescovo-conte Pietro II di Asti; una seconda citazione è del 1064 e riguarda un certo “Rebaldus de Fibline”, quale testimonio di una donazione della marchesa Adelaide all’abbazia di Pinerolo.

Le successive lontane citazioni, del 1116 e del 1184, riportano la soggezione feudale di coloro, che abitavano la zona contigua al castello di Fubine (“hominum habitantium in curte castri Fibinarum”), ai nobili Cane di “Celle” (Cellamonte), vassalli (dal 1164) dei marchesi aleramici di Monferrato; di conseguenza Fubine venne a far parte del Marchesato di Monferrato. Nel 1224, la popolazione di Fubine (“populus Fibinarum”) si sottomette al Comune di Alessandria, ma il castello nobiliare rimane in possesso dei Cane (o Marescalchi) di Celle, che nel 1238 sono chiamati a partecipare ad una spedizione militare contro Alessandria da un rappresentate dell'imperatore Federico II.
1316- I Fubinesi oppongono resistenza agli Angioini-provenzali, che sono in guerra con i Visconti milanesi, quindi il paese è saccheggiato e forse totalmente (“ex funditus”) distrutto dagli stessi Angioini.
1325 - I Fubinesi lasciano Alessandria (nel frattempo passata sotto gli Angioini) e ritornano sotto i Marchesi di Monferrato, nella persona del marchese Teodoro I Paleologo, che accorda loro varie franchigie e concessioni in deroga ai “Diritti feudali”, pattuite con un documento ufficiale (“Carta pactorum”).
1375 - Fubine è infeudato dal marchese Secondotto ai conti Valperga. Le clausole di infeudazione sono però in contrasto con le concessioni fatte ai Fubinesi dal marchese Teodoro I nel 1325 e riconfermate dallo stesso marchese Secondotto nel 1373, dai marchesi Giovanni III nel 1379 e Teodoro II nel 1381.
1388 - Nella riunione (svoltasi a Moncalvo) del Parlamento del Monferrato, che stabilisce una taglia (per assoldare mercenari). di 15000 fiorini da suddividere tra i vari paesi monferrini, Fubine è tassato per 100 fiorini. In base a tale tassazione probabilmente il paese doveva contare circa 500 abitanti in quell'anno.
1446/1464 - Fubine viene potentemente fortificato, quale “Terra” monferrina confinante con il Ducato di Milano. Probabilmente si tratta della costruzione delle mura con lo spalto (“ù spòut”), in parte ancor oggi esistenti (modificate in tempi successivi), che delimitano parte del nucleo centrale del paese.
1448 – Fubine è infeudato dal marchese Giovanni IV ai nobili Mazzè (ramo collaterale dei Valperga).
1483/1494 - Sono confermate ai Fubinesi dal marchese Bonifacio III nel 1491 e dalla sua vedova Maria nel 1494, le franchigie e le concessioni, che però sono in contrasto con le clausole di infeudazione. Tra le concessioni del 1494, vi è il permesso di usare le acque del Grana per il mulino situato su questo torrente.
1504 – E’ confermata l’infeudazione di Fubine ai Mazzè.
1519 — E’ consacrata l'odierna chiesa parrocchiale al centro del paese in sostituzione dell'antica parrocchiale, situata “extra muros” sulla collina sopra la “Valle”. La nuova parrocchiale, costruita in stile romanico, sarà abbellita e modificata in stile neogotico (con l'attuale alto campanile) nel 1860 circa.
1527- Fubine è saccheggiato dai Lanzichenecchi, con l’uccisione (secondo un cronista del tempo) di 600 Fubinesi, che hanno opposto resistenza sparando con gli “archebusi” dall’alto delle mura.
1530 – Sono redatti ufficialmente gli Statuti di Fubine ed approvati dall’ultimo marchese Paleologo, Gian Giorgio. Fubine ha il privilegio di presentare una terna di candidati per la nomina del Podestà (o Pretore).

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